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Gay & Bisex

Io, il galeotto etero e la prostituta


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
05.03.2023    |    1.866    |    3 9.8
"Ringrazio ancora il Signore perché, davvero, la serata sarebbe potuta andare molto male, lo saluto in fretta e furia e me ne torno al parcheggio del cinema..."
“Sono uscito dal gabbio da una settimana”.

Così mi accoglie Lorenzo (nome di fantasia), appena salito in macchina ed essersi presentato con una bella stretta di mano. In realtà, con quella frase, gela un po' il turbinio di emozioni che mi stanno frullando per la testa da quando, due minuti prima, l’ho intravisto per strada ad attendermi.

Quando lo vedo avvicinarsi, infatti, non credo ai miei occhi: trentenne (forse meno), tuta grigia con cappuccio e sneakers bianche (l’abbigliamento che più mi eccita in assoluto), bel fisico asciutto sul metro e ottanta, una barbetta incolta alla talebana e lineamenti belli, tipici mediterranei. Dopo un primo momento di stupore, sento le sue prime parole, pronunciate con una sorta di ingenuità bambina: “Sto carico e devo recuperare”. Si riferisce ai 10 mesi di astinenza in carcere, conclusi da poco, che mi confida come niente fosse. Mi viene un groppo in gola e comincio a fare tutti quei pensieri allarmati, tipici di quando mi infilo in situazioni del genere.

Per fortuna, il sesto senso un pochino mi aiuta quando incontro persone di cui non so nulla e che mi insospettiscono. Poco prima, infatti, nascondo il portafogli con soldi, carte e documenti sotto il sedile. Mantengo solo la patente, venti euro e un bancomat di riserva. Tra me e me sto già pensando ai titoli di giornale del giorno dopo sul "Gay ciociaro ucciso a Roma da un gangster incontrato in chat".

Nonostante le premesse, tutto rimanda ad un ‘bravo’ ragazzo un po' sfortunato, impressione confermata dalla sua seconda frase: “Tranquillo, sono uno a posto, purtroppo mi hanno bevuto (gergo di strada) e mi sono fatto sti mesi al gabbio”. "Ho fratelli e famiglia sul groppone- prosegue confidandosi- e ho fatto un grosso errore che ho pagato. Ora faccio due lavori e mi so’ rimesso in carreggiata e sto scopando a più non posso per recuperare”.

A quel punto, la mia fantasia comincia a galoppare e inizio a fare domande su come avesse fatto in carcere senza scopare (sperando in confidenze omosex) ma risponde che si è fatto dieci mesi di seghe, deludendo tutte le mie aspettative.
Incuriosito, gli chiedo che cosa ci faccia sul sito di incontri, visto che è figo e non credo abbia problemi a rimorchiare. Mi risponde che un amico glielo ha suggerito qualche giorno prima e che ancora non sa bene come funzioni.

Facciamo un passo indietro di qualche ora. E’ sabato sera e sono arrapato da una settimana, così decido di andare sul sicuro, di partire per Roma, diretto al parcheggio del cinema ‘The Space’ a parco De Medici. Solitamente, infatti, lì si trova movimento ma questa sera, forse perché sabato ed è ora di cena, non si batte chiodo. Mentre attendo che passi qualcuno, accendo le varie app e chat di incontri e mi balza all’occhio il profilo di un etero che ha visitato il mio profilo, pur senza contattarmi.
Ricambio la visita, scrivo un vago "ciao" e aspetto. Lui ha un profilo scarno, si capisce che è nuovo ma ha due belle foto del fisico e, soprattutto, una del viso, cosa molto rara. Poco dopo, mi risponde con un altrettanto vago "Ciao" e io parto subito con i complimenti, sottolineando che so benissimo sia etero. Lui mi conferma che è in cerca di ‘fica’ ma che se, voglio, posso accompagnarlo a prostitute, cosi guardo, basta che sia io a pagare la ragazza. Convinto stia scherzando, rispondo che è uno degli ultimi sogni erotici che devo avverare ma lui mi manda la sua posizione.

In quel momento, il cuore mi sale in gola e comincio a fare mille pensieri, però vince la voglia di fare questa esperienza assurda.
“Ma quanto costa una prostituta?”, chiedo io ingenuamente.
"30 euro per strada, 50 a casa", risponde lui e io propongo di farlo in strada. Imposto il navigatore e parto.

Una volta arrivato al punto di incontro, accosto e faccio il segnale con i fari. Da una macchina scassata, scende questo figo in tuta e si dirige verso di me. Tra paura ed eccitazione mi presento e lui va subito al sodo: “I soldi per la prostituta ce li hai?”.
Rispondo che devo prelevarli e lui mi indica la strada per l’ATM più vicino. Il percorso è infinito e comincio a temere di essere caduto in qualche trappola: "Magari- penso - ci sono i suoi amici ad attenderci e mi faranno la festa".

Il fatto è che lui continua a raccontarsi e a farmi confidenze sulla ex che lo ha lasciato e che vuole riconquistare, mi chiede addirittura consigli sessuali su come soddisfarla perché si sente insicuro. Tutto questo rema a favore del fatto che si tratti di un bravo ragazzo o, quantomeno, che non abbia cattive intenzioni.

Arrivati allo sportello automatico scendo, prelevo mentre lui rimane in auto a fumare, risalgo in auto e, con fare cameratesco, mi dice: “Ok annamo a cercà la troia?”.

Non c’è gran che in giro, tranne una ragazza di colore molto giovane che, tuttavia, non si fida a farlo con due ragazzi, nonostante le spieghiamo che io sarò solo guardone. Cambiamo strada e, dopo dieci minuti di giri invano, gli lancio la proposta shock: “Senti, mica puoi andare a letto pieno, ora ti faccio provare che significa farsi succhiare da un uomo, metti un porno sul cellulare e al resto ci penso io”.
Con mio stupore, invece di insultarmi, lui mi guarda imbarazzato, sorride e dice: “Eh ma non ci so mai stato con un maschio, non so se mi si drizza. Tu dici che col porno ci riesco?".

Non faccio in tempo a rispondere che, proprio in quel momento, incrociamo una prostituta e lui mi dice di accostare. Purtroppo per me, la tizia (tra l’altro non bellissima), accetta e ci indica di entrare nel parcheggio.
Una volta scesi, Lorenzo le spiega alla ragazza come si svolge il tutto: ”Io ti scopo e lui guarda” e lei annuisce senza entusiasmo. Prova a dirle di entrare in macchina perché si vergogna a farlo per strada ma lei gli scende la tuta e le mutande, scoprendo un cazzo, già barzotto, di notevoli dimensioni.
"Tutta roba tua tesoro?”, esclama lei e io faccio la stessa identica considerazione ma tra me e me. Oltre a essere bello, pulito, vestito bene, Lorenzo ha anche un cazzo degnissimo, già duretto, nonostante il freddo e l’ansia.
In due secondi, lei gli infila il preservativo e comincia a succhiare, anche se Lorenzo mi guarda come a dire che si sta accontentando. Stanco di quel pompino di bassa qualità, la gira per scoparla a pecora e in quel momento, trovandomi dietro di loro, non resisto e accendo il telefonino per filmare qualche secondo. Voglio avere le prove di quanto mi stia succedendo!
Quando sta per venire, Lorenzo tiene fede al patto che avevamo fatto prima sul coinvolgermi in qualche modo e caccia il cazzo dalla figa di lei, sfila il preservativo e le dice continuare a segarlo. Poi si rivolge a me: “Vieni qui, veloce, inginocchiati.
Lei ride, io obbedisco e pochi secondi dopo mi schizza sulla bocca socchiusa.
Mentre noi due rimaniamo lì a ridere e a imprecare contro quella donna scontrosa e aggressiva, lei è già tornata al suo posto di lavoro, venti metri più in là.
A quel punto, risaliamo in macchina, io mi pulisco il viso ma conservando l’odore del suo sperma sotto il naso e lo riaccompagno alla macchina. Qui lui si accende una sigaretta e, intanto, parliamo del più e del meno. Cerco di spiegargli quanto sia stata forte per me questa esperienza, confidandogli che fin da bambino ho sempre temuto la figura dei maschi etero, magari omofobi e aggressivi.

“Ognuno deve vivere per come è, basta non creare problemi al prossimo”, chiude il discorso lui. Tempo due secondi e si mette a smucinare nella tuta, perché deve farmi fa vedere il ricordo di un amico che porta sempre con sé. Si tratta di un coltellaccio militare, di quelli che si girano in mano con un po' di agilità e, dopo aver visto la mia faccia sbiancare, mi rassicura che lo usa solo come antistress.
Ringrazio ancora il Signore perché, davvero, la serata sarebbe potuta andare molto male, lo saluto in fretta e furia e me ne torno al parcheggio del cinema.

Evidentemente carico, ho necessità di svuotarmi anche io ma la serata è davvero pessima, quindi la ricerca non dà buoni frutti. Sono le quattro di notte e decido di fare da solo anche se, quando sto per venire appoggiato alla macchina, il cielo mi manda un segno. Si ferma una Fiat500L, scende un tizio sulla trentina, molto maschile e si avvicina. “Ho appena lasciato la mia tipa ma sto arrapato, te lo posso succhiare?, mi dice. Neanche il tempo di rispondere e si abbassa, prendendolo in bocca. Purtroppo sono così eccitato che, dopo due ciucciate, scoppio.

Provo ad avvisarlo all'ultimo istante, perché non ho idea se voglia o meno berla, aggiungendo che ne faccio tantissima. Lui aumenta la velocità e, così, mi dà il via libera a svuotare i coglioni. Quasi si strozza, perchè faccio almeno nove, dieci fiotti densi ma non esita, continua succhiare fino all’ultima goccia, poi si alza e sputa tutto per terra. " Non ho mai visto una cosa simile, sei una latteria!", dice scoppiando a ridere. Io ringrazio divertito e sazio, mi rivesto e riparto, ripensando per tutto il tragitto in autostrada, alla pazza serata appena conclusa.



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